Quando in Italia muore un cittadino di un Paese extracomunitario, la famiglia si trova davanti a una procedura più articolata di quella europea: al percorso ordinario si aggiungono il consolato del Paese d’origine e, spesso, requisiti documentali specifici della destinazione. Il rimpatrio della salma di un cittadino extracomunitario è però una procedura consolidata — ecco come funziona, passo per passo.

Chi riguarda questa procedura

Riguarda il trasferimento della salma dall’Italia verso qualsiasi Paese non appartenente all’Unione Europea: Regno Unito (dopo la Brexit), Svizzera, Moldova, Ucraina, Albania e i Paesi extraeuropei. Attenzione a un equivoco frequente: ciò che conta è il Paese di destinazione, non solo la cittadinanza del defunto.

La procedura, passo dopo passo

  • 1. Certificato di morte e documentazione sanitaria — rilasciati in Italia dal medico e dall’ASL competente;
  • 2. Nulla osta del consolato del Paese di destinazione — il consolato o l’ambasciata in Italia autorizza l’ingresso della salma nel proprio Paese e indica i requisiti specifici (traduzioni, legalizzazioni, moduli propri);
  • 3. Passaporto mortuario o autorizzazione equivalente — per i Paesi aderenti alla convenzione internazionale vale il passaporto mortuario; per gli altri, il set documentale indicato dal consolato;
  • 4. Feretro a norma internazionale — cassa di zinco saldata e verbale di sigillatura, come per ogni trasporto di salme all’estero;
  • 5. Autorizzazione al trasporto rilasciata dal comune italiano — i dettagli nella guida all’autorizzazione al trasporto della salma;
  • 6. Il viaggio — su strada per le destinazioni europee extracomunitarie (Regno Unito, Svizzera, Moldova, Balcani), via cargo aereo per le tratte intercontinentali.

In cosa differisce dal rimpatrio verso un Paese UE

Paese UE Paese extracomunitario
Consolato Raramente coinvolto Passaggio obbligato: nulla osta consolare
Documenti Set standard europeo Set standard + requisiti propri del Paese (traduzioni, legalizzazioni)
Tempi In genere 3–7 giorni lavorativi Più lunghi: dipendono dai tempi del consolato
Trasporto Quasi sempre su strada Strada in Europa; cargo aereo oltre

Costi e aiuti possibili

Il costo dipende dalla destinazione e dalla modalità di trasporto: le tratte europee su strada restano le più contenute, quelle intercontinentali via cargo costano sensibilmente di più. Un consiglio concreto: molte comunità straniere in Italia hanno associazioni o fondi che aiutano le famiglie con le spese di rimpatrio, e alcuni consolati tengono elenchi di operatori e convenzioni — vale la pena chiedere prima di impegnarsi. Il preventivo da parte nostra è gratuito, scritto e senza sorprese.

Domande frequenti

Il consolato può occuparsi del rimpatrio?

Il consolato autorizza e indirizza, ma non organizza il trasporto: serve comunque un operatore funebre autorizzato che prepari feretro, documenti e viaggio.

Quanto durano le pratiche consolari?

Dipende dal Paese: alcuni consolati rilasciano il nulla osta in un paio di giorni, altri richiedono una settimana o più. Al primo contatto verifichiamo i tempi reali della vostra destinazione.

La cremazione semplifica la procedura?

Molto: l’urna viaggia con documenti ridotti e senza feretro a norma — a condizione che la cremazione sia ammessa dalle norme e dalla religione della famiglia. I dettagli nella guida al trasporto delle ceneri all’estero.

Parliamone: una telefonata chiarisce tutto

Diteci il Paese di destinazione e vi spieghiamo subito quali passaggi servono, in che tempi e con quali costi: +40 767 034 415, attivi 24 ore su 24 — oppure la pagina contatti.